Nel 2025 i consumi alimentari fuori casa in Italia hanno raggiunto quasi 100 miliardi di euro, segnando un aumento rispetto ai livelli del 2024 e confermando la centralità della ristorazione nel quadro dei consumi italiani.
È quanto emerge dai dati presentati dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) in occasione della tavola rotonda sugli scenari del settore alla fiera TUTTOFOOD 2026.
La crescita, tuttavia, non è uniforme né priva di segnali di difficoltà: se da un lato il valore complessivo dei consumi fuori casa è in aumento, dall’altro la dinamica delle visite ai locali resta sotto la soglia pre‑pandemia e mostra flessioni in alcune occasioni di consumo.
Una fotografia in chiaroscuro del fuori casa
Secondo l’analisi di FIPE‑Confcommercio i consumi fuori casa nel 2025 si sono attestati sui 99,9 miliardi di euro, con una crescita di circa il 3,7% in termini correnti rispetto all’anno precedente.
Questo dato riflette una ripresa graduale del settore dopo il calo registrato negli anni post pandemia, anche se il valore reale dei consumi resta inferiore ai livelli del 2019.
Nonostante il recupero, la frequenza delle visite ai locali è in lieve diminuzione, con alcune occasioni di consumo (come l’aperitivo o il dopocena) che mostrano un calo più marcato, mentre momenti come la cena mantengono una maggiore capacità di tenuta.
L’analisi per canale evidenzia inoltre differenze significative: i ristoranti tradizionali, pur segnando una contrazione delle visite rispetto all’anno precedente, continuano a rappresentare il punto di riferimento centrale del mercato, mentre altri segmenti come il bar mostrano risultati positivi in termini sia di visite sia di valore.

Qualità, esperienza e adattamento alle nuove abitudini
Intervenendo alla tavola rotonda di FIPE, esperti e rappresentanti della filiera hanno sottolineato come i cambiamenti nei modelli di consumo riflettano non solo l’adattamento delle abitudini dei consumatori, ma anche un’aspettativa crescente di qualità, esperienza e servizio nei locali italiani.
Secondo FIPE, infatti, i consumatori italiani oggi scelgono di uscire fuori casa in modo più selettivo e consapevole, privilegiando proposte che offrano un’esperienza gastronomica curata e valore aggiunto.
Questa dinamica è accompagnata da un crescente interesse per la sostenibilità, l’utilizzo di prodotti locali e stagionali, e una maggiore attenzione alle esigenze individuali dei clienti.
Tuttavia, resta la sfida strutturale di bilanciare questi aspetti con la pressione sui costi operativi e la difficoltà di reperire personale qualificato.
Il ruolo economico della ristorazione nel Paese
Nonostante le criticità, il ruolo della ristorazione come motore economico del Paese è innegabile.
Con un valore di quasi 60 miliardi di euro di contributo al valore aggiunto e oltre 300.000 imprese attive, il settore resta uno dei pilastri dell’economia italiana, con un impatto significativo anche sul turismo e sull’occupazione.
Questi dati testimoniano un settore che, pur sotto pressione per i costi delle materie prime, energetici e di gestione del personale, continua a reggere grazie alla capacità di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato e alle aspettative dei consumatori.
Uno sguardo al futuro
I numeri emersi a TUTTOFOOD 2026 evidenziano un panorama in trasformazione: il mercato della ristorazione italiana mostra segnali di ripresa e valore, ma resta alle prese con la necessità di innovare e consolidare nuove abitudini di consumo.
La sfida principale per il futuro sarà quindi coniugare sostenibilità, qualità dell’offerta e sostenibilità economica, per continuare a soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più esigente e diversificato.
In questo senso, la crescita dei consumi fuori casa, pur moderata e accompagnata da alcune flessioni nelle visite, può essere letta come un segnale di fiducia nel ruolo della ristorazione italiana, pronta a reinterpretare le nuove occasioni di consumo senza rinunciare alla propria identità.