Vino al ristorante: rinascita nei consumi e opportunità per la filiera vinicola

Il consumo di vino nei ristoranti e nei wine bar sta riprendendo vigore, contrastando la tendenza dei consumi domestici. Secondo Nomisma, il 32% delle bottiglie di vino consumate in Italia avviene fuori casa, in aumento rispetto al 25% del 2021. Questo ritorno ai livelli pre-Covid è accompagnato da una diminuzione degli acquisti nei supermercati, con una contrazione del 3,3% nel 2023, nonostante un aumento del 2,5% della spesa. La ripresa dei pasti fuori casa ha contribuito a un incremento annuo del 7% nel giro d’affari del settore della ristorazione.

La preferenza per il consumo di vino nei contesti ristorativi, una tendenza in crescita nel lungo periodo, promette sviluppi positivi per l’intera filiera vinicola, con particolari vantaggi per le piccole cantine locali. Se il potere d’acquisto sarà ripristinato, è probabile che la tendenza al consumo fuori casa continui a crescere, soprattutto considerando il declino nella percentuale di consumatori abituali di vino.

Questo fenomeno non è circoscritto all’Italia, ma ha un impatto globale che potrebbe favorire anche le esportazioni di vino. Tuttavia, è importante notare che la quota di vendite di vino nei ristoranti, soprattutto all’estero, potrebbe non essere così significativa come ci si aspetterebbe.

Per i distributori di bevande, il settore del vino continua a rappresentare un motore trainante significativo, con una crescita del 5,1% nel volume delle vendite nel 2023. Questo traino è guidato soprattutto dagli spumanti e dai vini fermi. Il ruolo dei ristoranti nel promuovere le etichette vinicole rimane fondamentale, offrendo opportunità per i grandi marchi di posizionarsi in modo premium. La segmentazione per canale e area geografica consente ai produttori di adattarsi e prosperare, specialmente nel mercato del fuori casa.